Abruzzo4foodies: riparto da qui

Molti di voi si saranno domandati il perché di questi lunghi mesi di silenzio.

Potrei glissare, come a volte fanno i blogger, raccontandovi che il 2016 è stato finora very busy, potrei essere vaga e imprecisa ma chi mi conosce di persona e ha seguito le evoluzioni di Abruzzo4foodies dalla sua nascita sa che non è nel mio stile.

La verità è che molto tempo fa, credo almeno verso la metà dello scorso anno, ho deciso che il 2016 sarebbe stato un anno sabbatico o come si dice in gergo un gap year, un lungo (e pressocché indeterminato) momento di riflessione senza fretta su tutto quello che è stato fatto, detto, scritto e realizzato fino ad oggi.

I motivi di questa scelta sono stati di natura sia privata che professionale, una serie infinita di eventi (più o meno piacevoli) che hanno assorbito buona parte dell’anno, di fatto limitando il tempo da dedicare al blog e alla mia passione più grande: raccontare il bello e soprattutto il buono d’Abruzzo.

La mia cara amica Giulia dice sempre che quando non mi vede sui social capisce che sono impegnata ed è vero. Molti di voi non sanno che di mestiere faccio l’agente di viaggio, nello specifico sono un consulente business travel per una delle maggiori Travel Management Company mondiali, le mie giornate lavorative sono intense per buona parte dell’anno, il focus è la gestione dei viaggi business di clienti global sparsi in mezza Europa.

Il 2016 è stato per me uno dei peggiori anni lavorativi, probabilmente il più duro da affrontare.

A partire da Charlie Hebdo in poi, i diversi attacchi terroristici che hanno scandito gli ultimi mesi hanno messo a dura prova i miei nervi. Svegliarsi ogni mattina col terrore che fosse successo qualcosa chissà dove, guidare fino in ufficio ripercorrendo mentalmente i nomi dei potenziali viaggiatori prenotati a Parigi, Bruxelles, Nizza, Istanbul, pregando che nessuno fosse stato coinvolto. E’ difficile spiegare quanto questi episodi incidano sull’organizzazione quotidiana di un professionista dei viaggi, sul suo equilibrio e sulla sua capacità di restare lucido, continuando a servire i propri clienti in qualsiasi situazione.

L’altro motivo che mi ha tenuto lontano dal blog è che ne ho aperto un altro, più intimo e personale, nato dall’esigenza di gestire e (perchè no) provare a esorcizzare il problema delle intolleranze alimentari. Buffo per chi come me scrive e si occupa di cibo praticamente sempre, ma tant’é e in qualche modo andava affrontato.

A questa situazione fanno da cornice tante vicissitudini personali che, come spesso accade soprattutto alle donne, hanno sottratto il già poco tempo a disposizione che si ha. Ma ancora una volta, c’est la vie!

Qundi dopo un lungo, obbligato (e forse anche un pò ostinato) silenzio questo post inaugura una nuova fase perché riprendere a scrivere e curare i blog é un pò come respirare aria fresca dopo una giornata afosa, uno strumento per riconnettermi al mio io più profondo, alle mie passioni, alla voglia di condividere l’amore per la mia terra e di farlo attraverso uno strumento formidabile qual é appunto il cibo.

Cosa succederà nei prossimi mesi:

  • il blog cambia veste e avrà una grafica più semplice e lineare
  • i contenuti saranno focalizzati sui temi che da sempre lo hanno contraddistinto, ovvero l’amore per l’Abruzzo, il cibo e i viaggi
  • il blog sarà in doppia lingua, inglese e italiano, riproponendo contenuti storici ed altri più attuali e leggeri
  • il blog diventerà un archivio del mio personale patrimonio culinario e includerà ricette di famiglia, quelle che di solito non si ama condividere con nessuno
  • il blog racconterà di progetti legati al territorio e ad aziende locali
  • il blog conterrà post sponsorizzati e recensioni di prodotti, in linea con la natura dei suoi contenuti e della sua mission

Abruzzo4foodies era e resterà sempre un promotore dell’Abruzzo, della sua bellezza e delle sue potenzialità, consapevole che molto è stato fatto in questi anni ma tanto altro ancora resta da fare.

Senza nessuna pretesa, Abruzzo4foodies continuerà ad essere una piccola voce tra tante altre. Quelle di una terra meravigliosa che aspetta solo di essere scoperta, capita, amata.

Ad maiora.

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